Cloud e continuità operativa
"Andiamo in cloud" non è una decisione: è sei decisioni diverse, una per ogni carico di lavoro. Un gestionale con utenti in sede, un file server da due terabyte e un ambiente di test hanno risposte opposte, e la migrazione che funziona per uno rende l'altro più lento e più caro di prima.
Progettiamo migrazioni e infrastrutture cloud ibride mettendo sul tavolo tre numeri prima di spostare qualsiasi cosa: quanto costa a regime, quanta latenza introduce e quanto costerebbe tornare indietro.
Il problema, in concreto
Il conto che cresce. La migrazione è andata bene, la fattura no. Quasi sempre il costo non è il calcolo: è il traffico in uscita, lo storage a prestazioni sbagliate, e le istanze accese che nessuno spegne.
Il lock-in preso per distrazione. Ogni servizio gestito che si adotta è un pezzo di architettura che non si sposta. Va bene, purché sia una scelta e non una scoperta.
Il disaster recovery che esiste sulla carta. C'è la replica, c'è il piano, c'è la procedura. Non è mai stato fatto un failover vero. Il giorno che serve, si scopre quanto tempo ci vuole davvero.
Cosa facciamo
Valutazione dei carichi. Ogni applicazione viene classificata: resta in sede, si sposta com'è, si sposta riprogettata, o si spegne perché non la usa più nessuno. L'ultima categoria è più popolata di quanto ci si aspetti.
Migrazioni. Da fisico a virtuale, da on-premise a cloud, fra ambienti diversi. VMware dove c'è già ed è giustificato, Azure e AWS dove il carico sta meglio fuori.
Infrastrutture ibride. Azure, AWS, DigitalOcean e OpenStack accanto a quello che resta in sede, con la connettività dimensionata di conseguenza. È il punto in cui il progetto cloud diventa un progetto di connettività: se la banda non regge, il cloud non funziona.
Backup e continuità. Veeam con copia immutabile fuori sede e prova di ripristino documentata. RTO e RPO decisi con te, scritti, e verificati con una prova reale — non stimati.
Disaster recovery. Progetto del failover, procedura scritta perché la esegua anche chi non l'ha disegnata, e il test periodico che è l'unica cosa che distingue un piano da un documento.
Cosa cambia dopo
- Sai quanto costa ogni carico, e perché.
- Il ripristino ha un tempo misurato, non stimato.
- Uscire da un fornitore è un progetto valutato, non una sorpresa.
- La copia dei dati è isolata da chi potrebbe cifrarla.
Domande frequenti
- Conviene spostare tutto in cloud?
- Quasi mai. Le architetture che reggono nel tempo sono ibride, e la parte interessante del lavoro è decidere cosa sta dove. Chi ti dice "tutto in cloud" prima di aver guardato i carichi ti sta vendendo qualcosa.
- Quanto tempo serve per una migrazione?
- Dipende dal carico e dalla finestra disponibile. Il vincolo vero non è quasi mai tecnico: è quanto tempo l'azienda può stare ferma, e quello lo decidi tu.
- I dati dove stanno?
- Nella regione che scegliamo insieme, e sta scritto nel progetto. Se hai vincoli di residenza dei dati, è una delle prime domande, non un dettaglio finale.
- Gestite anche l'infrastruttura dopo la migrazione?
- Sì, ed è il motivo per cui progettiamo pensando alla gestione. Chi consegna e sparisce può permettersi scelte che noi non ci possiamo permettere.
Tecnologie
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